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Gioielli della Majella: Il Bosco di Sant’Antonio ed il Borgo di Pescocostanzo

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Oggi scopriamo insieme due Gioielli della Majella: il Bosco di Sant’Antonio ed il Borgo di Pescocostanzo.

In questo periodo storico, in cui siamo bloccati in casa, cerchiamo di viaggiare con la mente… e con questa vi farò conoscere due luoghi pieni di poesia e magia.

Pescocostanzo

Il Bosco di Sant’Antonio è uno di quei posti che sprigionano tutta la loro bellezza durante una delle stagioni che amo di più in assoluto… l’Autunno.

Un posto incantato dove gli alberi sembrano sussurrare, i tappeti di foglie a terra ti accompagnano lungo il percorso come fossi l’ospite più gradito e dove gli animali vivono in totale libertà.

Un posto dove tutto prende vita, tutto prende colore.

Pescocostanzo

Il Borgo di Pescocostanzo è un borgo dove storia, cultura e tradizione si mescolano in corde perfettamente tese.

Non ho trovato niente di più bello che perdermi tra le sue mille viuzze!!!

Ma partiamo dal principio…

Era un sabato mattina quando ho deciso di trascorrere una giornata in una zona della Majella a me ancora sconosciuta.

Mi sono svegliata ancor prima della sveglia e guardando il soffitto mi sono ricordata di aver letto da qualche parte che c’era un posto magico per ammirare il foliage.

Apro Google Maps, il tempo di capire distanze e tempo di percorrenza e si parte… Direzione Bosco di Sant’Antonio.

Gioielli della Majella: Il Bosco di Sant’Antonio

Pescocostanzo

Il Bosco di Sant’Antonio, deve il suo nome ad una piccola chiesa al limite del bosco, l’Eremo di Sant’Antonio

E’ situato a circa 10Km da Pescocostanzo ed è raggiungibile in auto dalla Stazione di Palena oppure salendo da Cansano

In estate è possibile fare escursioni e passeggiate anche a cavallo mentre in inverno è ideale per la pratica dello sci di fondo ed itinerari escursionistici.

Questa faggeta, tutelata come RISERVA NATURALE del Parco Della Majella è a quota 1300m s.l.m. e si estende per 550 ettari tra le dorsali del Monte Pizzalto e del Monte Rotella

Pescocostanzo

Un tempo territorio destinato al pascolo, veniva chiamato Difesa, poiché era un luogo chiuso, proibito.

Dalle leggende si apprende che la foresta, ritenuta sacra, fu dedicata a Giove e successivamente nel Medioevo, protetta dal disboscamento per tutta la sua estensione e consacrata a Sant’Antonio.

Durante il Medioevo, sotto gli imponenti faggi, si riparavano gli animali al pascolo e per questo motivo gli alberi venivano potati ricorrendo alla tecnica della capitozzatura.

Gioielli della Majella: Il Bosco di Sant’Antonio ed il Borgo di Pescocostanzo

Tecnica della capitozzatura

Ampiamente criticata, prevede che il taglio dei rami avvenga sopra il punto di inserzione con il tronco o il ramo principale. Eliminando la chioma, l’albero si vede costretto ad attivare la crescita di nuovi germogli con un enorme sforzo produttivo che altera la forma dell’albero.

Oggi i faggi hanno raggiunto la loro forma tipica a candelabro e danno vita ad uno dei faggeti più belli d’Abruzzo.

Nel Bosco di Sant’Antonio vi è un percorso didattico (ITINERARIO 10) per famiglie che si svolge ad anello con dislivello di circa 40m ed è adatto a grandi e piccini.

Al suo interno vi sono molte aree pic-nic e fontanelle.

Il percorso è lungo circa 4 km ma la cosa straordinaria è rappresentata dai sentieri laterali sui quali ci si può inoltrare per avere l’opportunità di camminare e osservare un numero sempre maggiore di esemplari plurisecolari.

Oltre ai faggi si potrà ammirare anche l’Acero Campestre, il Pero selvatico, il Ciliegio, il Carpine nero, il Tasso.

Nel bosco fioriscono inoltre, anemoni, peonie, primule, ciclamini, genziane e la rara orchidea Epipactis Purpurata. 

Nei suoi 550 ettari vivono anche diverse specie di animali, tra cui picchi muratori, donnole, sparvieri, poiane e volpi.

INFORMAZIONI UTILI

Come riportato sopra, all’interno del bosco, trovate aree pic nic dove sostare… ma se avete voglia di assaggiare piatti tipici della zona allora potete recarvi presso il ristorante IL FAGGETO

Situato nei pressi del bosco, questo ristorante è un luogo familiare e molto accogliente, dove poter degustare piatti tipici preparati con ingredienti a km0.

Per coloro che non sono ancora stanchi e sazi di meraviglia è possibile, anzi consiglio vivamente, di terminare la giornata passeggiando lungo le viuzze di uno dei Borghi più belli d’Italia: PESCOCOSTANZO.

Gioielli della Majella: il Borgo di Pescocostanzo

Pescocostanzo

Partite dal Bosco di Sant’Antonio e percorrete la strada costeggiata da faggi secolari che vi accompagnerà fino alle porte del paese.

Parcheggiate l’auto in uno dei parcheggi disponibili all’ingresso del borgo e andate a perdervi in strade, stradine, viuzze, palazzi, botteghe e case tradizionali adornate di fiori nella bella stagione, imbiancate dalla neve in pieno inverno.

Pescocostanzo

Pescocostanzo è un posto dove l’aria è pulita, dove il tempo trascorre lento, dove gli abitanti li ritrovi seduti a raccontarsi nelle panchine del posto e molte signore lavorano ancora il tombolo.

Già il tombolo avete letto bene… La lavorazione al tombolo a Pescocostanzo risale alla seconda metà del quattordicesimo secolo quando, a seguito del terremoto dell’Italia centro-meridionale del 1456, nel paese arrivarono maestranze lombarde che portarono tradizioni artigianali come la lavorazione della filigrana in oro, della pietra, del ferro battuto e del merletto.

Per salvaguardare la tradizione del merletto, negli anni 90 il Comune di Pescocostanzo ha istituito all’interno del Palazzo Fanzago la Scuola per il tombolo e la Mostra Museo Mercato dell’Artigianato.

La tradizione artigiana è riuscita a rimanere viva e a salvare il patrimonio di esperienza, capacità tecnica, stile e qualità.

Passeggiando lungo il lastricato a spina di pesce vi imbatterete nella Chiesa di Santa Maria del Suffragio dei Morti.

La chiesa cinquecentesca è situata a metà della scalinata che conduce alla basilica di Santa Maria del Colle. Precedentemente intitolata a San Sebastiano, la chiesa divenne sede della Confraternita di Santa Maria del Suffragio il 2 agosto 1635. 

Nel 1637 ebbero inizio ai lavori di restauro e di ampliamento dell’edificio, intitolato alla Vergine del Suffragio. I lavori, protrattisi fino alla prima metà del Settecento, riguardarono oltre all’adeguamento dei locali di servizio della Confraternita, anche l’apparato decorativo e l’arredo dello spazio liturgico, con opere pittoriche e scultoree di eccellenza.

 La chiesa assunse così l’impianto longitudinale a croce latina che ancora oggi la caratterizza.

DOVE DORMIRE A PESCOCOSTANZO

Gioielli della Majella: Il Bosco di Sant’Antonio ed il Borgo di Pescocostanzo

A Pescocostanzo vi sono vari Hotel, B&B e case vacanze dove poter alloggiare.

Se avete voglia di soggiornare in pieno centro vi consiglio di prenotare al Mario’s Garni

L’Hotel offre camere moderne alcune di esse con Bagno Turco, cromo terapia e aroma terapia.

Offre, inoltre, escursioni nei dintorni con prenotazioni in quad e in motoslitta secondo la stagione.

DOVE MANGIARE A PESCOCOSTANZO

Gioielli della Majella: Il Bosco di Sant’Antonio ed il Borgo di Pescocostanzo

Ci sono moltissimi ristoranti dove poter consumare un buon pasto e basta semplicemente fare una ricerca su Tripadvisor ma quando si tratta di dare un consiglio sul cibo cerco sempre di proporre luoghi tipici, dove respirare l’aria del posto e dove il cibo cucinato in modo tipico la fa da padrone.

Per questo non posso non menzionare il RISTORANTE DA PAOLINO.

Ristorante situato al centro del Borgo di Pescocostanzo con location curata in ogni minimo dettaglio, calda e accogliente. Un posto dove sentirsi a casa anche stando fuori casa. 

RIFLESSIONI CONCLUSIVE

L’articolo nasce in un sabato come tanti, in cui ti svegli ancor prima che la sveglia suoni. 

Un sabato disorientato, disordinato ma che ad un tratto si trasforma in magia.

Un sabato trascorso tra le meraviglie del Bosco di Sant’Antonio, con la sua esplosione di colori… e nella storia e cultura di un posto prezioso come Pescocostanzo.

L’Abruzzo custodisce gioielli incastonati tra le sue montagne che aspettano solo di essere scoperti da tutti noi.

Credo fermamente che la meraviglia della vita sia nelle piccole cose e non bisogna mai darle per scontate. 

Perché se ti rendono felice, forse tanto piccole non sono.

Sara Centi – blonde_traveling


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sara

Ciao! Mi chiamo Sara Centi e ti do il benvenuto nel mio Blog.
Sono una ragazza a cui cresce l’erba sotto ai piedi.
Innamorata follemente della Vita, del Mondo, della Natura e sempre alla ricerca di avventure.
Qui troverai articoli riguardanti la Regione in cui vivo – L’Abruzzo – ma anche articoli riguardanti le esperienze che ho vissuto e che vivrò in giro per il mondo.
Conosciamoci meglio…


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